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Un’esperienza fra Design e Arte programmata - Lo Studio 2B

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Un’esperienza fra Design e Arte programmata - Lo Studio 2B

G. Alviani - Rilievo a riflessione ortogonale

 

 

Poco più che ventenni entrambi, accomunati dalla grande passione per il design e l'arte programmata. Lorenzo Boggi ed Elio Cenci si incontrano a Bergamo negli anni sessanta. Abruzzese il primo, marchigiano l'altro si erano trasferiti in città nel 1960 per insegnare arte nelle scuole, ma decidono anche di aprire nel 1967 un centro di divulgazione dell'arte contemporanea. Sarà lo "Studio 2B / Centro Internazionale Ricerche Plastiche", operativo più come sede culturale e informativa che non come galleria.

Tutto il settore dell'arte nuova tendenza rientra nella produzione seriale e il concetto dell'opera d'arte come "pezzo unico" non ha più ragione d'essere: così recita una "cartolina didattica" che circolava nel 1970, per pubblicizzare le iniziative dello Studio.

Boggi e Cenci si lanciano su una strada difficile, in tempi di grandi contrasti culturali, in una città fortemente ancorata alle sue tradizioni artistiche e soprattutto senza una lira che non provenisse dalle loro tasche. Esordiscono nell'aprile del 1967 in un garage al numero 20 di Via Manara (adattato a sala espositiva) mostrando ad un pubblico un pò stupefatto la "Nuova Tendenza" presentata da opere, fra gli altri, di Alviani, Castellani, Colombo, Dadamaino, De Vecchi, Le Parc, Munari, Varisco, Vasarely. Nel testo introduttivo gli autori dichiarano di voler creare «...un luogo di "contestazione e verifica" verso le tradizionali operatività pittoriche, le quali hanno già svolto nell'arco della cultura la loro funzione e che ormai hanno esaurito la loro ragione di essere».

Abbiamo chiesto a Lorenzo Boggi, uno dei due protagonisti di quest’avventura e artista egli stesso, di descrivere la linea culturale che in Studio 2B perseguiva negli anni sessanta.

Ci ha risposto così: "Lo Studio 2B nasce dal mio incontro con Elio Cenci come luogo di divulgazione, di verifica e di studio sui mutamenti che erano in atto in tutta Europa, partendo dall’idea dalla "Bauhaus". Quando feci la mia prima personale nel 1961, le problematiche del mondo erano assai diverse e le prospettive tendevano verso l'alto. Allora si pensava che l'Arte fosse l'apice dell'espressione umana. Questo era il nostro unico interesse e scopo di vita ben al di sopra delle mode. Alla luce di questa valutazione il 27 aprile 1967 nasceva a Bergamo lo Studio 2B Centro di Arte e di Design, con la presentazione della "Nuova Tendenza" nell'area dell'arte programmata con le sue implicanze cinetica e optical. Questo programma ci valse i consensi unanimi di studiosi e critici quali Umbro Apollonio, Giulio Carlo Argan, Carlo Belloli, Germano Celant, Udo Kulterman, Ettore Sottsass".

 


Il successo della prima esposizione è tale da incoraggiare, a pochi mesi di distanza, prima una personale di Enzo Mari e poi una nuova clamorosa iniziativa: dal 10 al 15 dicembre dello stesso 1967 nel Salone Audizioni del Teatro Donizetti viene allestita una "Mostra internazionale di poesia concreta e musica elettronica", organizzata con il patrocinio degli Assessorati alla Pubblica Istruzione e Problemi della Gioventù del Comune di Bergamo. L'iniziativa, presentata in catalogo da Lara Vinca Masini, cresce sull'ipotesi di uno "spazio estetico totale" e si avvale della contemporanea presentazione di musica e, poesia purché basate su una "progettazione" matematica. Nella sezione di "Poesia concreta" compaiono fra gli altri Jiri Kolar, Claudio Parmiggiani, Nico Orengo e Maurizio Nannucci, in quella di "Musica elettronica" anche Pietro Grossi, Auro Lecci e Ferruccio Zulian. Nell'aprile dell'anno successivo, 1968, lo Studio 2B accoglie una personale di Franco Grignani, nell'agosto seguente organizza una rassegna internazionale presso il Diana Grand Hotel di Alassio, in collaborazione con la locale Azienda di soggiorno. Nel giugno del 1969 lo Studio 2B, che intanto si è trasferito nella nuova sede di Via Zelasco, ospita una personale di Winfred Gaul, quindi nell'ottobre "esce allo scoperto" con una vera e propria installazione di opere in Piazza Dante, uno spazio cittadino centralissimo. Gli artisti invitati a partecipare si presentano sul luogo al mattino presto per collocare concretamente le loro opere, che sono denominate "Nuove strutture plastiche a funzione estetica, sull'erba, nell'acqua, nell'aria" (le "cartoline didattiche" curate da Boggi riportano foto istantanee scattate nell'occasione da Carlo Leidi, uno dei sostenitori più attenti dell'attività dello Studio 2B). Tra gli artisti presenti vanno ricordati Arico, Azuma, Dazzi, Grignani, Munari, Nannucci, Presta, Seassaro e Mazzucchelli, con un'opera "gonfiabile in plastica" - una grande struttura bianca, di forte impatto ambientale.

Ma che tipo di frequentazione c'era in quegli anni nello Studio 2B? E come rispondeva l'ambiente bergamasco a quelle sollecitazioni? Lo chiediamo a Lorenzo Boggi: "Lo Studio 2B è stato seguito da un pubblico molto eterogeneo. E' stato anche accolto dall'ambiente artistico bergamasco con molto senso critico, avendo avuto consensi da uomini di cultura come artisti, architetti e grafici, tra i quali vorrei ricordare Tito Spini. Sandro Angelini, Pic Cortesi, Carlo Leidi, Nino Zucchelli e Luigi Veronelli".

Le proposte del centro culturale si moltiplicano e nel maggio del 1970 esso accoglie una personale di Bruno Munari. Il grande architetto si presta in quell’occasione anche a tenere una sorta di conferenza-dibattito presso l'Auditorium di piazza della Libertà davanti agli studenti delle scuole bergamasche, che lo ascoltano e lo interrogano scoprendone l’affabilità e la disponibilità. E sicuramente in seguito a questo contatto con la città che Munari ottiene nel 1972 l'incarico di realizzare un originale intervento meteo-didattico, nella scuola elementare del quartiere di Monterosso. Crea, infatti, una sorta di stazione meteorologica che, collocata sul tetto dell'edificio, fornisce informazioni all'interno, indicando la situazione della pressione, della temperatura e il nome del vento che spira in quel momento.

Sulla linea un po' pungente del servizio di "Bolaffi", che definisce Bergamo città con "la più alta densità di quadri del mondo", e i bergamaschi "gli italiani più provveduti di piscine" (per il dono alla comunità delle cinque piscine da parte dell'Italcementi).

Nel 1977, per i dieci anni di attività del centro, viene organizzato un ciclo di manifestazioni sempre incentrate sulla divulgazione dell'arte programmata, mentre lo Studio 2B mette a disposizione del pubblico interessato il proprio archivio, specializzato nel settore del design. L'attività prosegue sulla stessa linea fino a quando nel 1936, in seguito ad un incidente automobilistico, viene a mancare Elio Cenci. Di lui Lorenzo Boggi serba un caro ed indimenticabile ricordo, che lo spinge a proseguire comunque, seppure da solo, nell'attività del centro. Egli stesso ha continuato a produrre opere che seguono i criteri essenziali dell'arte programmata e optical, come una "Struttura modulare" realizzata nel 1980 per la scuola materna di Colzate. Attualmente lo Studio 2B, si trova in Piazza Risorgimento dove continua la sua attività promozionale, per la quale Boggi e stato insignito nel 2001 di un attestato

di civica benemerenza dal Comune di Bergamo "per l'intensa attività di divulgazione dell'arte contemporanea ed avanguardia".

 

Antonia Abbattista Finocchiaro

Estratto da "La Rivista di Bergamo" n. 33 Grafica e Arte.